Displasia del gomito (ED, dall’inglese Elbow Dysplasia)

E’ una patologia caratterizzata da uno sviluppo anomalo dell’articolazione del gomito durante la fase di accrescimento dell’animale, con conseguente incongruenza articolare e lesioni della cartilagine articolare.
Le anomalie più comuni che costituiscono le lesioni primarie sono rappresentate da:
– frammentazione del processo coronoideo mediale dell’ulna (FCP, dall’inglese Fragmented Coronoid Process)
– osteocondrite dissecante dell’omero (OCD)
– mancata unione del processo anconeo dell’ulna (UAP, dall’inglese Ununited Anconeal Process)
– incongruenza articolare (Inc)
Una qualsiasi di queste lesioni primarie può causare un’artrosi del gomito precoce ed irreversibile, spesso responsabile di dolore e zoppia. Sebbene le lesioni primarie si manifestino durante l’accrescimento del cucciolo, l’artrosi conseguente è spesso progressiva durante il corso della vita determinando zoppia più o meno grave.

Quali razze sono affette maggiormente dalla displasia del gomito?

Le razze più predisposte sono: Alano, Bovaro Bernese, Bracco Italiano, Chow-Chow, Corso, Dogue de Bordeaux, Pastore Bergamasco, Pastore Tedesco, Golden Retrivers, Labrador Retrivers, Rottweiller, Spinone, San Bernardo, Terranova ed incroci di queste razze e tutte le razze di taglia grande e gigante.
La displasia del gomito è dovuta a fattori genetici ereditari e a fattori ambientali secondari che aggravano la patologia: alimentazione non adeguata (troppo calorica) ed eccessiva attività fisica durante la crescita del cucciolo. Limitare i secondi può ridurre i sintomi, ma non prevenire la malattia, che viene comunque trasmessa alla prole. I cani affetti dalla malattia sono più inclini a produrre cuccioli malati rispetto a cani sani e più grave è l’artrosi nei genitori più alta è la probabilità che essi generino cuccioli malati.

Displasia del gomito nel cane: come si manifesta

Si manifesta con: zoppia anteriore da 4 – 6 mesi in poi, alterazione della postura, atteggiamenti antalgici, alterazioni della deambulazione con andatura rigida ed incerta soprattutto quando sono colpite entrambe le articolazioni, dolorabilità all’iperflessione o all’iperestensione del gomito, acutizzazioni improvvise di un processo cronico nell’adulto.
Moltissimi cani però non zoppicano e sono affetti da artrosi del gomito in modo asintomatico, altri sono fenotipicamente indenni, cioè non presentano segni clinici radiografici, ma sono comunque portatori sani dei geni della malattia.
Il protocollo diagnostico della patologia, si basa su di un esame radiografico che viene effettuato all’età di 4-6 mesi per la lettura precoce della patologia ed un secondo esame radiografico eseguito all’età di 12 – 18 mesi (a seconda della razza), per la lettura ufficiale, eseguita presso la Centrale di Lettura HD & ED valida a livello internazionale.
Nella lettura ufficiale ogni cane viene valutato secondo la classificazione I.E.W.G. con il modulo di J. Lang, A. Busato, D. Baumgartner, M. Fluckiger.
normale grado 0
displasico grado I (lieve artrosi)
grado II (media artrosi)
grado III (grave artrosi)
Il grado di artrosi è determinato dalle dimensioni degli osteofiti (speroni ossei) localizzati in punti specifici dell’articolazione del gomito.
Idealmente, andrebbero scelti per la riproduzione solo soggetti con gomiti normali e comunque non dovrebbero mai essere impiegati soggetti con artrosi di II e III grado.

Terapie della displasia del gomito

Le terapie della displasia del gomito sono rappresentate da: intervento chirurgico costituito da metodiche operatorie diverse in base al tipo di lesione presente (UAP, FCP/INC, OCD) che deve essere il più precoce possibile 5°- 8° mese di vita, terapia antinfiammatoria con FANS o corticosteroidi, condroprotettori, controllo del peso e la fisioterapia: massaggi, esercizi passivi, terapie strumentali (laser, magnetoterapia, ultrasuoni, elettrostimolazione, diatermia).